Fabrizio 的个人资料Fabrizio Pierini照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
Fabrizio PieriniConsulente e Coordinatore aziendale esperto uffici virtuali |
||||||
|
12月27日 Web 3.0Il Web 3.0 viene prima del Web 2.0, almeno come idea. È l'idea di un calcolatore, di una macchina o di un altro strumento elettronico che possa dare significato e mettere ordine nelle migliaia di informazioni trovate sul Web. È un'idea nata quando l'informazione era su carta, si è evoluta quando l'informazione è diventata online e ci accompagnerà per sempre.
Facciamola semplice: il Web 1.0, il Web nei primi anni del suo sviluppo, era un mezzo di comunicazione di sola lettura. Si leggevano i propri siti preferiti, i quotidiani, la posta elettronica. Il Web 2.0 ha mutato questo paradigma: oggi si continua a leggere ma si trasferiscono online informazioni, foto, attività. Il Web 3.0 è lo stadio successivo: tutte le informazioni prodotte dagli utenti devono poter interagire tra loro, automaticamente.
Quando si è malati si va dal dottore e si spiegano i problemi che si hanno; il dottore recupera ed esamina queste informazioni, le interpreta e le confronta con le sue conoscenze, valutando quali sono le cure migliori. Ecco: pensate che il dottore sia un programma e che le sue conoscenze derivino da tutto ciò che è stato pubblicato su Internet ed avrete idea di cosa sia, nella sua espressione più estrema, il Web 3.0.
Nel Web 3.0 le informazioni pubblicate online hanno un significato e possono essere interpretate, modificate, condivise dai computer. Ma per ottenere questo serve che le informazioni siano presentate in una nuova forma. Oggi un computer non può estrarre da solo significati dalle pagine Web: se cerchiamo su Google la parola "verdi" riceveremo risultati per il compositore, per il partito politico, per il colore, per qualche hotel. La ricerca è sul testo non sul significato.
Serve qualcosa di nuovo. I documenti, per poter essere riutilizzate da macchine, devono essere trasformate in dati, che hanno un vocabolario comune e che possono essere confrontati. Seguendo il nostro esempio, il computer/medico quando costruisce la sua base di conoscenza visitando servizi o pagine su Internet deve poter capire se si parla di sintomi o se si parla di cure e deve poter confrontare, con una terminologia comune, informazioni da differente sorgenti.
La buona notizia è che questa nuova struttura di formattazione delle informazioni esiste già da anni, è completa ed è gratuita. È l'idea del Web semantico che il W3C e Tim Berners-Lee, colui che inventò le infrastrutture di base del web, promuovono da anni. Nel Web semantico del W3C esiste già un linguaggio molto strutturato chiamato Rdf, esiste un modo per integrare dati semantici nelle normali pagine Web (Rdfa), esiste un linguaggio per interrogare basi di dati semantico. Esistono, ma in pochissimi li usano.
L'Rdf dovrebbe essere l'HTML del Web 3.0 ma, nonostante sia standard da anni, fatica ad imporsi al di fuori di ambiti di ricerca. Gli sviluppatori lo trovano complesso e alcune alternative, molto meno potenti ma più semplici, stanno venendo alla luce. In questa pagina ad esempio il nostro browser (ossia una macchina) è in grado di riconoscere i contatti inclusi nelle mappe poiché sono pubblicati con dei cosiddetti microformati, livelli semantici che ha trasformato delle informazioni grezze in dei dati identificabili da una macchina.
Un approccio come quello visto si chiama bottom up (dal basso verso l'alto): i documenti vengono pubblicati con già all'interno le istruzioni semantiche. Un processo più complesso è quello top down (dall'alto verso il basso): il livello semantico viene applicato alle informazioni già pubblicate. Alcuni progetti esistono già: il più noto è Calais che può essere integrato nei siti per rendere semantiche pagine Web e contenuti testuali.
Ma gli esempi di applicazioni semantiche cominciamo ad emergere in ambiti diversi. Yahoo! ha pubblicato da qualche mese un applicativo chiamato Search Monkey che consente agli utenti di tutto il mondo di annotare con riferimenti semantici i risultati di una ricerca. Le pagine così annotate mostrano informazioni supplementari utili all'utente per scegliere meglio il sito.
Twine è un'applicazione Web che permette agli utenti di catalogare gli elementi e le risorse trovate sul Web attraverso riferimenti semantici. Una banca dati di risorse così costruite consente facili interazioni fra elementi diversi, una più facile catalogazione degli interessi degli utenti e facilita la costruzione di relazioni: dopo un po' che usate Twine troverete la vostra pagina popolata di risorse di vostro interesse.
La vera forza delle costruzioni semantiche è nella capacità di stabilire relazioni significative fra risorse differenti. Quando prenotate una vacanza sul sito americano di Expedia e spedite il documento riepilogativo del viaggio a Tripit riceverete indietro una sorta di programma della vacanza. Tripit ricava dal documento di Expedia le informazioni sul viaggio e lo arricchisce di mappe, informazioni meteo, note turistiche, eventi: tutto ricavato dal Web, senza nessun intervento da parte del navigatore. 7月22日 Free Tuscany per il giornalismo partecipativo e reporter diffusoUno dei dei fenomeni mediatici più rivoluzionari dell'era del Web 2.0 è sicuramente il giornalismo partecipativo, noto anche come giornalismo collaborativo (in inglese, citizen journalism). Free Tuscany (www.freetuscany.it), organizzazione di promozione sociale per un'economia solidale molto attiva in Toscana, intende favorire l'informazione locale e reporter diffuso mediante la partecipazione volontaria dei propri soci. Come si apprende sfogliando l'enciclopedia on line Wikipedia, il giornalismo partecipativo è una nuova forma mediatica di informazione che sfrutta le potenzialità di Internet. Quelli che un tempo erano "lettori" diventano oggi autori e creatori di contenuti. In altre parole, è una forma di informazione generata "dal basso" in cui le notizie provengono direttamente dai lettori. A differenza dei tradizionali progetti di comunicazione giornalistica, il giornalismo partecipativo non si fonda quindi sull'attività di una redazione centrale composta da un numero limitato di professionisti dell'informazione: la redazione diventa diffusa e aperta. Teoricamente, può far parte di questa redazione qualsiasi cittadino in grado di utilizzare sistemi di comunicazione come blog, telefonini, videocamere, e-mail e servizi on line con i quali codificare e ridistribuire le informazioni raccolte sul campo. In Italia questo fenomeno stenta a decollare, probabilmente anche per via del peso nel mondo dell'informazione di pochi grandi editori e dell'Ordine dei Giornalisti. All'estero invece già da diverso tempo si assiste alla nascita di progetti editoriali basati sul giornalismo partecipativo che riscuotono grande successo. Se all'inizio si trattava di fenomeni spontanei, legati alle iniziative di piccoli gruppi editoriali nascenti o di giornalisti e blogger indipendenti, oggi sono i grandi editori a promuovere il giornalismo partecipativo.La nota emittente britannica BBC, per esempio, ha recentemente introdotto un canale di informazione sul proprio sito ufficiale dedicato alla scuola, in cui gli autori dei servizi sono gli stessi studenti. Pur avendo quasi sempre età inferiore ai 14 anni, i "baby giornalisti" producono contenuti di informazione che presentano un punto di vista assolutamente privilegiato sul mondo della scuola. Altrettanto significativa è l'esperienza intrapresa dal quotidiano spagnolo El País. YoPeriodista, canale ufficiale della versione on-line del quotidiano, è infatti realizzato con contenuti generati dai lettori e riorganizzato dalla redazione interna. Per facilitare il compito dei lettori/giornalisti, El País ha sviluppato sistemi di invio delle informazioni e dei contributi multimediali molto semplici da usare. Il dibattito sul giornalismo partecipativo è sempre più acceso. Da un lato c'è chi considera la pluralità di punti di vista indipendenti come una rivoluzione positiva, dall'altro c'è chi invece mette in guardia nei confronti di un giornalismo non professionale e non sempre controllabile.Un esempio sicuramente vincente che sfrutta i vantaggi del giornalismo partecipativo e garantisce la qualità e l'affidabilità delle notizie è costituito dal pluripremiato progetto Current TV, canale di informazione fondato dall'ex vice presidente degli Stati Uniti Al Gore che affianca ai contenuti generati dagli utenti quelli realizzati da una redazione di professionisti. 2月22日 Aderisci a Freetuscany !MOLTE NOVITA' SUL SITO VAI A VISITARLO
libera associazione no profit, diventa socio gratuitamente.
Free Tuscany è una libera associazione no profit con sede a Sinalunga Bettolle in provincia di Siena che conta ad oggi oltre 270 soci. Dopo l’accreditamento presso il Consiglio Regionale della Toscana avvenuto nel 2005, l’associazione ha ottenuto ufficialmente l’iscrizione nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Promozione Sociale. Tra le attività associative si evidenzia la promozione e la gestione di un gruppo di acquisto solidale (GAS) diviso in nuclei ubicati in Siena e zone limitrofe, nella Val di Chiana Senese-Aretina e nella Val d’Orcia. |
|
|||||
|
|