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    December 27

    Web 3.0

    Il Web 3.0 viene prima del Web 2.0, almeno come idea. È l'idea di un calcolatore, di una macchina o di un altro strumento elettronico che possa dare significato e mettere ordine nelle migliaia di informazioni trovate sul Web. È un'idea nata quando l'informazione era su carta, si è evoluta quando l'informazione è diventata online e ci accompagnerà per sempre.
    Facciamola semplice: il Web 1.0, il Web nei primi anni del suo sviluppo, era un mezzo di comunicazione di sola lettura. Si leggevano i propri siti preferiti, i quotidiani, la posta elettronica. Il Web 2.0 ha mutato questo paradigma: oggi si continua a leggere ma si trasferiscono online informazioni, foto, attività. Il Web 3.0 è lo stadio successivo: tutte le informazioni prodotte dagli utenti devono poter interagire tra loro, automaticamente.
    Quando si è malati si va dal dottore e si spiegano i problemi che si hanno; il dottore recupera ed esamina queste informazioni, le interpreta e le confronta con le sue conoscenze, valutando quali sono le cure migliori. Ecco: pensate che il dottore sia un programma e che le sue conoscenze derivino da tutto ciò che è stato pubblicato su Internet ed avrete idea di cosa sia, nella sua espressione più estrema, il Web 3.0.
    Nel Web 3.0 le informazioni pubblicate online hanno un significato e possono essere interpretate, modificate, condivise dai computer. Ma per ottenere questo serve che le informazioni siano presentate in una nuova forma. Oggi un computer non può estrarre da solo significati dalle pagine Web: se cerchiamo su Google la parola "verdi" riceveremo risultati per il compositore, per il partito politico, per il colore, per qualche hotel. La ricerca è sul testo non sul significato.
    Serve qualcosa di nuovo. I documenti, per poter essere riutilizzate da macchine, devono essere trasformate in dati, che hanno un vocabolario comune e che possono essere confrontati. Seguendo il nostro esempio, il computer/medico quando costruisce la sua base di conoscenza visitando servizi o pagine su Internet deve poter capire se si parla di sintomi o se si parla di cure e deve poter confrontare, con una terminologia comune, informazioni da differente sorgenti.
    La buona notizia è che questa nuova struttura di formattazione delle informazioni esiste già da anni, è completa ed è gratuita. È l'idea del Web semantico che il W3C e Tim Berners-Lee, colui che inventò le infrastrutture di base del web, promuovono da anni. Nel Web semantico del W3C esiste già un linguaggio molto strutturato chiamato Rdf, esiste un modo per integrare dati semantici nelle normali pagine Web (Rdfa), esiste un linguaggio per interrogare basi di dati semantico. Esistono, ma in pochissimi li usano.
    L'Rdf dovrebbe essere l'HTML del Web 3.0 ma, nonostante sia standard da anni, fatica ad imporsi al di fuori di ambiti di ricerca. Gli sviluppatori lo trovano complesso e alcune alternative, molto meno potenti ma più semplici, stanno venendo alla luce. In questa pagina ad esempio il nostro browser (ossia una macchina) è in grado di riconoscere i contatti inclusi nelle mappe poiché sono pubblicati con dei cosiddetti microformati, livelli semantici che ha trasformato delle informazioni grezze in dei dati identificabili da una macchina.
    Un approccio come quello visto si chiama bottom up (dal basso verso l'alto): i documenti vengono pubblicati con già all'interno le istruzioni semantiche. Un processo più complesso è quello top down (dall'alto verso il basso): il livello semantico viene applicato alle informazioni già pubblicate. Alcuni progetti esistono già: il più noto è Calais che può essere integrato nei siti per rendere semantiche pagine Web e contenuti testuali.
    Ma gli esempi di applicazioni semantiche cominciamo ad emergere in ambiti diversi. Yahoo! ha pubblicato da qualche mese un applicativo chiamato Search Monkey che consente agli utenti di tutto il mondo di annotare con riferimenti semantici i risultati di una ricerca. Le pagine così annotate mostrano informazioni supplementari utili all'utente per scegliere meglio il sito.
    Twine è un'applicazione Web che permette agli utenti di catalogare gli elementi e le risorse trovate sul Web attraverso riferimenti semantici. Una banca dati di risorse così costruite consente facili interazioni fra elementi diversi, una più facile catalogazione degli interessi degli utenti e facilita la costruzione di relazioni: dopo un po' che usate Twine troverete la vostra pagina popolata di risorse di vostro interesse.
    La vera forza delle costruzioni semantiche è nella capacità di stabilire relazioni significative fra risorse differenti. Quando prenotate una vacanza sul sito americano di Expedia e spedite il documento riepilogativo del viaggio a Tripit riceverete indietro una sorta di programma della vacanza. Tripit ricava dal documento di Expedia le informazioni sul viaggio e lo arricchisce di mappe, informazioni meteo, note turistiche, eventi: tutto ricavato dal Web, senza nessun intervento da parte del navigatore.

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